Presentazione
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La
Sezione di Busto Arsizio dell'Associazione
Radioamatori Italiani nasce nel mese di luglio 1994 per
opera di venticinque Radioamatori di Busto Arsizio e zone limitrofe
già iscritti a Sezioni vicine che decisero di costituire una
Sezione anche nella Città di Busto Arsizio, che conta circa un
centinaio di Radioamatori, tra iscritti all'A.R.I. e non
iscritti. Scopo della costituzione era quello di riunire
Radioamatori e SWL della zona per incrementare e diffondere
l'interesse nella radio e nelle radiocomunicazioni. Nella foto a
sinistra sono raffigurati 20 Soci Costitutori su 25 firmatari. La
Sezione si trova tuttora nel centro storico di Busto Arsizio, in
Via Antonio Pozzi nr. 5, presso il Radio Club Bustese. Si veda anche l'immagine
più sotto, tratta da Google Earth. Possibilità di
parcheggio nelle due aree raffigurate nella fotografia
sottostante (consigliato il Park Landriani in quanto il Park
Borroni è piccolo e la sera è sempre completo).
Alla Sezione è assegnato il numero protocollare 21.05 e
l'ASC-L06 per il Diploma delle Sezioni ARI-ASC Award. Il
nominativo di Sezione è IQ2VA, che sta per Varesotto e
Altomilanese, il bacino di utenza della maggior parte dei nostri
Soci.
ELENCO SOCI DELLA SEZIONE
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Giuliano Mondini, IK2VUC al quale è stato conferito un
riconoscimento per il lavoro svolto come Segretario
ininterrottamente dalla costituzione della Sezione ARI di Busto
Arsizio nel luglio del 1994 ad oggi. |
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Organigramma
della Sezione |
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(triennio XII-2025 - XII-2028) |
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Consiglio Direttivo: |
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Presidente e
Tesoriere:
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IK2UVR - Pier Luigi Anzini |
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Vice-Presidente: |
IK2TDM - Marco Lando |
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Segretario: |
IK2VUC - Giuliano Mondini |
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Consigliere:
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IU2AIY - Stefano
Prandi |
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Consigliere:
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IK2CFD - Graziano Povolo |
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Consigliere: |
IU2GPJ - Massimiliano Cecon |
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Consigliere: |
IW2ENA - Giovanni
Pozzato |
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Collegio Sindacale: |
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Presidente: |
IK2UVU - Catullo Barbazza |
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Sindaco: |
IK2RZD - Antonio Restelli |
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Sindaco: |
IK2LHR - Dante Corbetta |
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Altri
incarichi: |
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Rappresentante di
Sezione presso il CRL:
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IK2UVR - Pier Luigi Anzini |
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Rappresentante di
Sezione presso il CRL: |
IK2TDM - Marco Lando |
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QSL Manager: |
IZ2KXC - Fabrizio Zanarotti |
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Radioassistenze: |
IK2RZD - Antonio Restelli |
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Responsabile ARI-RE:
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IK2RZD - Antonio Restelli |
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WAIS, EURA e
DCLo Manager: |
IK2UVR - Pier Luigi Anzini |
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DAI Manager:
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IK2CFD - Graziano Povolo |
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IDCA, DDI e DAL
Manager: |
IK2VUC - Giuliano Mondini |
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Gestione sito
www.aribusto.it:
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IK2UVR - Pier Luigi Anzini |
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Manager HF/Contest: |
IK2TDM - Marco Lando |
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Manager VHF/UHF/Contest: |
IK2OFS - Marco
Pollastri |
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Responsabile
autocostruzioni: |
IK2RZD - Antonio Restelli
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Responsabile
apparecchiature radio: |
IK2XRJ
- Roberto Bonato |
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La Città di Busto Arsizio
Busto Arsizio si trova al confine meridionale della
provincia di Varese e a circa 35 Km da Milano, tra i fiumi
Ticino e Olona. E' una città a vocazione industriale, di
dimensioni superiori a quelle del capoluogo, contando 84.468
abitanti (dati forniti dall'app "BA Informa" del 21/01/2025) su un territorio di 30,66
Kmq, contro i 79.056 abitanti di
Varese su 54,84 Kmq, che ne
fanno la quinta città della Lombardia dopo Milano (1.369.875), Brescia
(200.048),
Monza (123.102), Bergamo (120.661) e prima di Como (83.377), dati ISTAT del 31/10/2024.
L'agglomerato urbano di Busto Arsizio comprende quasi senza
soluzione di continuità altri 7 comuni del medio Olona e conta
circa 145.000 abitanti. Le sue origini risalgono ai Liguri e
successivamente alle tribù celtiche di Belloveso che qui
stabilirono un insediamento attorno al V° Secolo a.C. Le origini
liguri sono ancora oggi percepibili nel
dialetto che presenta notevoli affinità fonetiche con il
genovese ed è decisamente differente dagli altri dialetti
lombardi, pur rientrando nel
ramo occidentale della
Lingua Lombarda. Successivamente i Romani costituirono un castrum
le cui vie perimetrali e centrali a croce sono tuttora visibili
sulla mappa della città e ne costituiscono il centro storico.
Secondo Luigi Giavini, uno studioso locale, il nome Busto deriva dal latino
burere bruciare, mentre Arsizio deriva dal germanico
hard, che indicava nella nostra zona tutto ciò che aveva a
che fare con la metallurgia, e in particolare qui veniva
prodotto il filo di ferro (chiamato ancora oggi ardìa nel
dialetto locale), che costituiva la principale lavorazione
dell'epoca. Hard fu latinizzato in hardicium e
quindi arsitium. Il nome composto Bustum Arsitium
indicava dunque un borgo ricco di fucine, richiamato anche dalla
fiammella presente nello stemma, per differenziarlo da altri
borghi con lo stesso nome, come Busto Garolfo (Garolfo era
probabilmente il nome del feudatario locale) e Buscate,
anticamente Bustum cavæ per la presenza di cave (cit.
Luigi Giavini). Secondo altre fonti potrebbe derivare da (am)bustum,
termine che indica un terreno riarso o un incendio che avrebbe
colpito l'abitato. Arsitium compare nel XIII° secolo e
potrebbe essere una tautologia di Bustum oppure venire
dal latino ars, arte. Una terza ipotesi fa risalire il
nome al longobardo wüst, deserto, abbandonato, e al
basso-latino arxitium, fortilizio (fonte:
Wikipedia). Nel
Medioevo si affiancò alla lavorazione del ferro quella dei
tessuti, che trasformò il borgo in uno dei principali centri
dell'industria tessile italiana, tanto che
la città negli anni '60, gli anni del boom economico, ricevette l'appellativo di "Manchester
d'Italia" per le numerosissime industrie tessili presenti. A
Enrico Dell'Acqua si deve l'esportazione dell'imprenditorialità
dell'industria tessile bustocca in Sudamerica. Con la crisi e il
declino del tessile avvenuto a partire dagli anni 80 del secolo
scorso, la città si è votata alla meccanica, alla lavorazione
della plastica, all'edilizia e al settore commerciale e
terziario. In città si
trovano monumenti di notevole interesse artistico quali il
Santuario di S. Maria di Piazza, del XVI° Secolo, di scuola
bramantesca, la Basilica di S. Giovanni, del XVII° Secolo in
stile barocco e la Chiesa di San Michele, costruita sulle
vestigia del diruto castello. Infatti l'ultima torre esistente
costituisce la parte inferiore del campanile, ed è databile all'
XI° Secolo. E' stata insignita del titolo di città 160 anni fa da Re
Vittorio Emanuele II° con RDL del 30/10/1864. |
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Busto
Arsizio - i primati in campo radiotelevisivo:
RADIO BUSTO ARSIZIO
In
precedenza Radio Tevere e poi Radio Alto Milanese, anche
conosciuta come Radio Busto Libera, trasmetteva in onde corte a
m 25,4 (11811 kHz) e m 19,61 (15298 kHz), i trasmettitori erano
identificati dalle sigle 2RO4 e 2RO3 e lo studio si trovava al
numero 7 di via Mentana, a Busto Arsizio.
Fu
la prima radio ad annunciare al mondo intero la caduta del
regime fascista, alle 22 del 25 aprile 1945 col seguente
comunicato, letto dal Professor Miglierina:
"Per proclama
del Comandante Militare della piazza di Busto Arsizio si
dichiara decaduto il regime fascista repubblicano, si esorta la
popolazione alla calma e al rispetto delle leggi civili e
militari dell’8 settembre 1943, rientrate in vigore. Cittadino
italiano, tu che hai sofferto per la tua Patria, ancora una
volta calpestata dal barbaro nemico, l’ora della tua liberazione
è giunta. Lavoratore, ancora per qualche giorno, controlla ogni
tentativo di distruzione delle tue macchine, delle tue officine,
delle tue fabbriche, delle centrali elettriche. Salva la tua
ricchezza di domani. Donne siate degne dell’ora che volge.
Italiani tutti al vostro posto per la battaglia."
(Immagine da Wikipedia)
Le stazioni EIAR in onde
medie non trasmettevano, i giornali non uscivano, questa
trasmissione in onde corte fu captata perfino in America e la
notizia fece il giro del mondo.
Dette anche la notizia della
morte di Mussolini, e nei giorni successivi trasmise
regolarmente notizie al Sud Italia e collaborò con la Croce
Rossa nella ricerca di informazioni sui militari italiani
dispersi
Web:
25/04/1945: La Liberazione trasmessa da Radio Busto Arsizio,
La storia passa da Radio Busto Arsizio |
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TELEALTOMILANESE
Fu la prima TV privata via
etere a sfidare e vincere il monopolio RAI battendosi in
tribunale per la libertà d'antenna e aprendo la strada alla TV
commerciale in Italia |
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Web:
Wikipedia,
Varesenews,
YouTube |
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